
Sin dall’antichità i nostri avi si adoperavano per far si che dei nostri meravigliosi ortaggi e frutti, non venisse sprecato nulla. Nasce dal bisogno di avere una dispensa sempre fornita, per i famigliari e gli amici, questa nostra naturale dote di conservare il cibo. Al che, questa pazienza certosina e queste doti vengono premiate dalla natura, donando ai cibi conservati, quel sapore unico ed autentico dei nostri luoghi del cuore. In questo breve articolo vi parlerò di come io conservo la frutta che raccolgo nella mia piccola campagna di Satranejo.
Le arance, fonte naturale di salute e vigore, essendo agrumi con contenuto acido sufficente, a seconda della qualità, si prestano molto all’essiccazione. Io, dopo averle raccolte e selezionate in aspre e dolci, le porto a casa, le lavo con cura, e con un coltello di ceramica, per evitare l’ossidazione dell’albedo, munito di guanti e di un tagliere spazioso ed igienizzato, lontano da farine e derivati del latte, le taglio a fettine di circa 5mm, cercando di mantenere l’agrume in asse dalla prima all’ultima fetta, senza fretta, con taglio leggero e facendo scorrere tutta la lama, per non schiacciare la polpa.
Una volta completata la fase di taglio, le dispongo accuratamente sui vari livelli dell’essiccatore (acquistato a 50€) e faccio partire il programma a 65 gradi per 12 ore. A seconda di come è disposta la ventola, vi consiglio ogni due ore di far girare i vassoi così da ottenere un’essiccatura uniforme.

Terminato il ciclo di essiccatura, vado a fare un esame visivo del prodotto, indice di un programma riuscito è la rondella che si stacca facilmente dalla taglia rilasciando quel suono croccante, tipico delle chips. Se le vostre arance, a termine del ciclo, appaiono ancora umide, proseguite l’essiccatura per qualche altra oretta. Se invece notate che alcune arance sono perfettamente essiccate, mentre altre sono ancora umide, procedete a staccare quelle già pronte e lasciate proseguire quelle non pronte.
Al termine dell’essiccatura di tutte le arance, per avere una maggiore sicurezza di conservazione, ridisponete le arance nella teglia, portate la temperatura a 45 gradi e date un altro ciclo di asciugatura per 4 ore. Terminata la fase di essiccatura si passa alla conservazione. Personalmente, scelgo dei barattoli ermetici capienti con guaina sul tappo, lavati ed asciugati accuratamente, poichè una sola goccia d’acqua, può alterare la conservazione dell’intero barattolo. Prendetevi del tempo per esaminare il barattolo prima di inserire i prodotti essiccati.
Terminata anche questa fase, chiudete ermeticamente il barattolo ed apponetevi un’etichetta con dicitura del contenuto, della temperatura di essiccazione e della data di produzione. Conservate in luogo fresco ed asciutto a 20 gradi circa ed al riparo di luce e fonti di calore.
Le rondelle ottenute possono essere utilizzate in vari modi gustosi e sorprendenti. Immaginate di avere ospiti a cena e di voler comporre un bel aperitivo, ecco che le rondelle, con sopra un gamberetto ed un pò di salsa, diventano un utile piattino da accompagnamento per l’ospite. Stanchi della solita tisana impacchettata, spezzate qualche rondella di arancia e mettetela in infusione in acqua calda per qualche minuto. Gli olii essenziali dell’agrume una volta essiccato saranno molto più concentrati e rilasceranno proprietà molto benefichè per tutto il corpo e naturalmente un sapore eccezzionale, deciso, con note vanigliate ed teinose. Guarnire un cocktail o un long drink, niente di più semplice, semplicemente lasciandole galleggiare, grazie alla loro leggerezza o attanccandole al bordo del bicchiere con una pinzetta di legno o con uno stecchino, daranno un colpo d’occhio difficile da dimenticare.
Queste sono le mie idee ed il mio modo di far essiccare le arance in inverno, ovviamente d’estate, se si vuole risparmiare sulla bolletta, basterà munirsi di una zanzariera e dopo il primo colpo di essiccatura, far terminare il processo al sole naturale. Grazie a tutti per aver completato la lettura dell’articolo, non perdetevi le altre ricette e preparazioni, Vi aspetto qui su botanicalabria.it ritorno alla natura e vivo meglio.